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Genesi dello Stile e del linguaggio di NannoO.

Alessandro Gandolfo, in arte “NannoO” nasce nel 1989. I primi approcci con la pittura sono datati al 2004, e avvengono direttamente con l’ausilio dello spray, periodo collocabile all’ultima fase del boom del writing in Italia, meglio noto come graffitismo. La passione per la creazione di font lettering è stata la spinta propulsiva all’origine del percorso formativo in campo artistico. A seguito di una prima evoluzione in questo senso inizia a studiare il disegno figurativo e ad evolvere lo stile fino a diramarlo in forme più composite. Conseguentemente agli approfondimenti nella Storia dell’Arte universale, anche nelle forme teoriche, ne acquisce i codici linguistici e sintetizza via via un linguaggio proprio ove risaltano le influenze più decisive, che setacciate col gusto dei Graffiti hanno totalizzato la cifra del suo stile. Tra le sue attitudini salienti si può osservare la ristrutturazione in chiave contemporanea dei temi più classici del simbolismo occidentale, cioè la formulazione di scenari in cui figure allegoriche, mitologiche, città o luoghi antropomorfizzati, figure storiche di caratura leggendaria sono protagoniste di narrazioni che indagano lo spirito umano, l’ambito sociale, l’identità territoriale. In questa chiave non mancano le opere riguardanti la questione dei martiri della Giustizia che negli anni di piombo sono stati eliminati dai poteri imperialisti per mano mafiosa, figure sovente associate a simboli ancestrali della cultura occidentale, in cui i valori morali delle civiltà occidentali antiche riecheggiano anche nelle vicende e nei personaggi riconducibili agli avvenimenti di cronaca contemporanea. Composizioni in cui sono presenti rimandi alla tradizione figurativa classica, rinascimentale-manierista, neoclassica, romantica, sempre restituite con la linea sinuosa e calcata, i colori vividi e il carattere urbano dei Graffiti. NannoO ha inoltre approfondito gli studi sulla prospettiva, al fine di incrementare la resa tridimensionale dimostrandosi in grado di replicare il disegno geometrico sul supporto murale e formulare effetti quali finta grafite, finto gesso, pseudo-illuminazione sintetiche colorate e volumi tridimensionali in genere. Sempre nell’ambito della prospettiva studia i temi dell’Arte Sacra approfondendo ed estrapolandone la “prospettiva inversa” al fine di inserirla in progetti riguardanti l’ambito dell’arte religiosa. Nel contempo, conseguentemente allo studio del “tagging”, intraprende il percorso della “calligrafia”, indagando in particolare il corsivo nei contesti italici, il carattere gotico, la calligrafia araba, il barrio e il calligraffito, per giungere gradualmente ad una sintesi calligrafica propria in cui formula font prevalentemente corsivi arricchiti da riporti arabeschi, le cui maiuscole, a volte di gusto gotico e di durezza calligraffitista, altre di Maiuscolo italico goticizzato, vengono smussate da piedistalli più sinuosi che conseguono in un corsivo scorrevole, fronzolato da riporti arabeschi e caratterizzato dalla linea netta e aggressiva dei Graffiti. A volte le calligrafie sono corredate da disegni minimali ottenuti con le stesse linee di riporto delle lettere restituendo simboli che risultando in continuità con la linea principale della scrittura vi si armonizzano fluidamente.