L’evoluzione dei graffiti ha portato NannoO a generare un suo peculiare stile post-Graffitista. La contaminazione del Graffito con influenze provenienti dal muralismo messicano e il muralismo politico post-moderno nato negli ambienti dei C.S.O.A. e l’ulteriore contaminazione con una poetica acquisita da modelli di tipo classico e rinascimentale/manieristico sono stati gli elementi che uniti a una forma puramente graffitistica hanno definito lo stile che è il suo marchio di fabbrica. L’artista utilizza questa formula per lanciare messaggi in contesti sociali, aspetto in cui è particolarmente vocato. NannoO si avvale di una poetica fatta di Allegorie, paesaggi antropomorfi, figure mitologiche, personaggi storici: rappresentati con una formalità dinamica e contorta tipica del Graffito puro.
Alcuni esempi:
“The last drop in the contamiNations” illustra e denuncia la situazione socio-antropologica dello status della cultura aborigena australiana, inondata da una cospiqua immigrazione post-coloniale che, dopo un genocidio parziale, l’ha ridotta all’ultima goccia.
Mildura, Australia 2016.

“Spirale Esistenziale” e “Lupus Infibula” sono due opere gemelle, realizzate in collaborazione con i sindacati CGIL, Cisl e Uil e i rispettivi comuni di pertinenza dello stadio, posti nei sottopassaggi di accesso alle gradinate. Erice 2018
“Spirale Esistenziale” racconta il trauma derivato da una paternità assente.


“Lupus Infibula” denuncia la barbara pratica dell’infibulazione.


Lo Spirito di Montesole. Nel monte antropomorfizzato le urla silenziose e incessanti del bosco narrano ancora dell’eccidio nazi-fascista a chi le sa ascoltare. Marzabotto, 2019.

“Brevery”, un ritratto di alcuni dei più noti martiri di giustizia legati alle vicende di denuncia della mafia nel territorio provinciale di Trapani raccolti in un Parnaso dei giusti La disposizione dei personaggi e l’intreccio delle gestualità richiamano la composizione dell’ultima cena. Trapani, 2021.

“Deposizione della Giustizia”. Ritratto della scorta del giudice Borsellino -sempre ambientato in un luminoso Parnaso- che si presenta come un chiaro richiamo alla “Deposizione” del Pontormo. Purtroppo la scuola vi ha affisso una targa sopra. Erice, 2021.

“L’ultimo giorno di Giovanni e Francesca” vede i due giudici scambiarsi tenerezze alle “mura di tramontana” ove sarebbero dovuti andare in visita nei giorni seguenti all’attentato. Lugubri presagi sono presenti nel mare alle loro spalle. La scena è incorniciata da un sipario …pronto a chiudersi. Erice, 2023

“Allegoria della Conoscenza” mostra come la Costituzione (in teoria) garantisca l’accesso alla Conoscenza a tutte le categorie sociali, denunciando implicitamente la sua disapplicazione in determinati contesti. Trapani, 2021.

“L’ultimo atto di Mauro”, illustrazione sull’excursus esistenziale di Mauro Rostagno, fino all’ultimo atto, con l’omicidio e la scomparsa del misterioso nastro che testimoniava il presunto traffico d’armi internazionale. Trapani, 2022.

“Il sogno di Piersanti”, infranto dal perverso sogno di dominio delle mafie globali. Palermo, 2023.

Particolare ravvicinato:

“Agglomerato Esistenziale” è un dipinto che illustra un’agglomerato di oggetti appartenente alla quotidianità operaia caratteristica delle zone industriali nord-italiche. Il mondo operaio appesantito dalla scontatezza, dal vizio, dall’ambiente degradato, da una mentalità mediocre, da una tragica ironia ma, nonostante tutto, carico di umanità.

“Parità” significa parità, non prevalenza ne dell’uno ne dell’altro sesso. Trapani 2023.

Queste tre opere murali sono state dipinte interamente in tempera acrilica, nel 2011, riprendendo la tradizione del muralismo messicano. Il contesto in cui sono state realizzate è quello dei “Centri Sociali Occupati Autogestiti” e gli argomenti sono quelli della lotta di classe e per l’affrancamento dai poteri capitalisti.
Il primo dipinto si trova a Monza, e narra la “crocifissione mediatica” dei ragazzi arrestati durante le proteste di Roma del 2011.

Il demonio che sta costruendo la Tav si diverte a gettare nel fuoco chi lotta per la giustizia e contro la Tav.

Il mitico Don Gallo inveisce contro lo Stato in favore della legalizzazione, incalzando le mafie del petrolio che la negano in quanto potenziale sostituto dell’oro nero.
